Come progettare una casa a basso consumo energetico

Casa a basso consumo energetico: come progettarla

Una casa efficiente dal punto di vista energetico non si ottiene semplicemente installando un impianto fotovoltaico o scegliendo una pompa di calore.

Il risparmio energetico di una casa nasce prima di tutto dal progetto dell’edificio: dalla forma e dall’orientamento fino alla qualità dell’involucro, dall’isolamento alla tenuta all’aria, dai serramenti agli impianti.

Per questo, quando si costruisce una nuova abitazione, è importante considerare l’edificio come un unico sistema.

Cosa significa avere una casa a basso consumo?

Una casa a basso consumo è un edificio progettato per ridurre il fabbisogno energetico necessario a garantire condizioni di comfort durante tutto l’anno.

L’obiettivo non è soltanto consumare meno energia, ma farlo mantenendo una temperatura interna confortevole, una buona qualità dell’aria e condizioni adeguate di umidità e isolamento acustico.

Per raggiungere questo risultato è necessario lavorare contemporaneamente su più elementi.

1. L’involucro viene prima degli impianti

Il primo passo è limitare la quantità di energia che l’edificio disperde.

Pareti, copertura, pavimenti e serramenti costituiscono l’involucro dell’edificio e devono essere progettati come un insieme.

Un isolamento efficace permette di ridurre gli scambi termici con l’esterno e di mantenere più stabile la temperatura interna.

Ma non basta semplicemente aumentare lo spessore dell’isolante. La stratigrafia della parete, i ponti termici, la tenuta all’aria e il comportamento dell’intero involucro devono essere valutati attraverso un progetto tecnico.

2. Anche il comfort estivo è importante

Quando si parla di efficienza energetica si pensa spesso soltanto al riscaldamento invernale.

In realtà una casa efficiente deve essere confortevole anche durante l’estate. Qui entra in gioco un concetto importante: lo sfasamento termico.

Una parete con una buona capacità di rallentare il passaggio del calore permette di ritardare l’ingresso del calore esterno negli ambienti interni.

La massa dei materiali utilizzati nell’involucro può contribuire a migliorare questo comportamento, soprattutto durante le giornate più calde.

Nel sistema costruttivo Wall to Wall, la struttura in legno lamellare viene combinata con un involucro esterno in laterizio e con specifici strati isolanti, proprio per ottenere un equilibrio tra isolamento e inerzia termica.

3. I serramenti fanno la differenza

Anche le finestre devono essere considerate parte integrante dell’involucro.

Un serramento performante contribuisce a limitare le dispersioni, ma deve essere correttamente dimensionato e posato.

Anche l’orientamento delle superfici vetrate è importante: la luce naturale e gli apporti solari possono diventare una risorsa durante l’inverno, mentre in estate devono essere controllati attraverso schermature e progettazione adeguata.

4. Gli impianti devono essere dimensionati sulla casa

Una volta ridotto il fabbisogno energetico dell’edificio, è possibile progettare impianti più efficienti.

Pompe di calore, sistemi radianti, ventilazione, fotovoltaico e sistemi di gestione dell’energia possono contribuire a ridurre i consumi, ma devono essere scelti in funzione delle caratteristiche reali dell’edificio.

Non esiste quindi un impianto “migliore” in assoluto.

Esiste l’impianto più adatto a quella casa, a quella posizione, a quell’involucro e alle esigenze di chi la abiterà.

5. Fotovoltaico: produrre l’energia che si consuma

L’installazione di un impianto fotovoltaico permette di produrre energia elettrica direttamente sul posto.

Il risultato può essere particolarmente interessante quando il fotovoltaico viene integrato con sistemi elettrici efficienti, come una pompa di calore.

In fase di progettazione è quindi utile prevedere fin dall’inizio lo spazio, l’orientamento e le caratteristiche necessarie all’integrazione dell’impianto con l’architettura dell’edificio.

6. La domotica può aiutare a controllare i consumi

La tecnologia può completare il sistema.

Controllare temperatura, illuminazione, sicurezza e funzionamento degli impianti permette di utilizzare l’energia in modo più consapevole e di adattare il comportamento della casa alle esigenze reali.

La domotica, però, non sostituisce una buona progettazione.

Un sistema di controllo può ottimizzare un edificio efficiente; non può trasformare un edificio progettato male in una casa ad alte prestazioni.

Quanto conta il progetto rispetto alla tecnologia?

Molto. Una delle principali differenze tra una casa progettata per il risparmio energetico e una casa alla quale vengono semplicemente aggiunti impianti efficienti sta proprio nell’approccio.

Nel primo caso l’efficienza viene considerata fin dalle prime decisioni: orientamento → involucro → isolamento → serramenti → impianti → produzione di energia → gestione dei consumi.

Ogni elemento influenza gli altri.

Per questo Wall to Wall considera il risparmio energetico parte integrante del sistema costruttivo: la struttura, l’isolamento, l’impiantistica e le soluzioni tecnologiche vengono valutati all’interno dello stesso progetto.

Una casa efficiente è anche una casa confortevole

Il risparmio energetico non dovrebbe essere considerato soltanto come una questione di bollette.

Una casa ben progettata può offrire temperature più stabili, minori dispersioni, migliore comfort acustico e una maggiore qualità degli ambienti.

È questo il motivo per cui l’efficienza energetica deve essere affrontata come un progetto complessivo e non come la somma di singoli prodotti.

Costruire una casa a basso consumo significa quindi partire dall’edificio, non dall’impianto.

È l’integrazione tra struttura, involucro, isolamento, serramenti e tecnologie a determinare le prestazioni finali della casa.